Nato dalla visione di due rinomati chef stellati Michelin, Trevin è un concept restaurant e wine bar che attinge dalla tradizione italiana e spagnola per approdare a una proposta di fine dining contemporaneo nel vivace panorama F&B di Shanghai.
Il progetto evita riferimenti espliciti a un sistema prevedibile di materiali e atmosfere. Adotta invece un approccio “lost in translation” in cui elementi della tradizione mediterranea vengono reimmaginati e ricombinati per apparire, come in un sogno, come suggestioni sfumate.

L'esperienza spaziale immaginata da Q•A è tanto visiva quanto tattile: integra e amplifica il coinvolgimento sensoriale che proviene dalla degustazione di cibo e vino. Le scanalature poco profonde che percorrono verticalmente le pareti in calcestruzzo a vista sono modellate per accogliere un sistema di cantinetta illusoria, che invita alla curiosità e all'interazione: ogni bottiglia può essere scelta e prelevata direttamente dal cliente.

Specchi leggermente deformanti, simili a superfici d'acqua, espandono o moltiplicano elementi specifici a seconda del punto di vista.

Il tappeto irregolare di frammenti multicolore a pavimento rivela, percorrendo l'ingresso e attraversando lo spazio, zone con diversi gradi di levigatezza. Riflessi su schegge simili a specchi, frammenti di luce decorano il soffitto, altrimenti bianco e liscio.

Alternando chiaro e scuro, toni caldi e freddi, materiali grezzi e lucidati, l'atmosfera complessiva diventa un equilibrio sobrio di opposti. Il marmo turco a venature sinuose del bancone si combina con finiture in acciaio scuro, mentre la tessitura granulosa del calcestruzzo a vista fa da sfondo ai pendenti in pietra lavica scura.

Separato dalla strada da una sola parete di vetro trasparente, il bagliore tenue delle luci al neon accoglie tanto il passante quanto il cliente abituale. La composizione di materiali e volumi, coglibile nella sua interezza in un solo sguardo, ha una qualità senza tempo che trascende il luogo specifico.
